venerdì 8 novembre 2013

Serravalle: pubblicato il nuovo bando per la cessione delle quote della Provincia di Milano

Lo scorso 6 novembre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo bando per la cessione delle quote della Serravalle detenute dalla Provincia di Milano (52,9% del capitale).

Il testo integrale del bando è disponibile sul sito di Asam. In sintesi, è previsto:
- prezzo base di vendita: 4 euro ad azione
- non sono ammesse offerte parziali ma solo per l’acquisto dell’intera partecipazione della Provincia
- è prevista la possibilità di avanzare offerte al ribasso (in questo caso sarà poi Asam ed il Consiglio Provinciale a doversi esprimere sulla congruità di quel prezzo)
- le offerte vanno presentate entro le ore 15.00 del 6 dicembre 2013 (nell’estratto pubblicato sui quotidiani si indica invece le ore 12.00...)
- secondo quanto riporta Il Giorno (Serravalle, parte l’asta per le quote della Provincia, 7 novembre 2013, di Giambattista Anastasio), l’acquirente, nella fase di offerta, dovrà poi sottoscrivere un patto parasociale con ASAM e Provincia di Milano riconoscendo loro il diritto di nominare due componenti nel Consiglio di amministrazione ed un membro nel collegio sindacale della Milano-Serravalle. Un passaggio questo che non è compare nel testo dell’avviso d’asta e che, se confermato tra i documenti della Data Room, insieme al poco tempo disponibile, non dovrebbe aiutare la presentazione di offerte.

Nel caso anche quest’asta dovesse andare deserta, lo scorso 29 ottobre il Consiglio provinciale ha deliberato di avviare la procedura per la quotazione della Serravalle in Borsa.

Intanto, il prossimo 15 novembre è stato convocato un consiglio di amministrazione della Serravalle per “deliberare sulle modalità di partecipazione all’aumento di capitale di Tem”.

lunedì 4 novembre 2013

Expo: verso la "razionalizzazione" delle opere di accesso

Il prossimo 13 novembre, a causa della mancanza di risorse, in occasione del “sotto tavolo” per le opere della Lombardia, verranno ridefinite le priorità nella realizzazione delle infrastrutture di accesso ad Expo. Governo ed Enti locali in quella data stabiliranno quali sono le opere da realizzare subito e quelle invece da rimandare.

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore (Una short list per le opere Expo, 5 novembre 2013, di Sara Monaci), queste le infrastrutture che dovrebbero essere considerate prioritarie:
- Tangenziale Est Esterna di Milano
- Rho-Monza
- collegamento cascina Merlata-autostrada A8
- parcheggio di accesso ad Expo
- metropolitana Zara-Expo
- metropolitana 5
- strada di Molino Dorino

Il presidente della Regione Lombardia, Maroni, al termine di un primo incontro informale con gli altri Enti coinvolti, ha poi assicurato che la Tangenziale Est Esterna di Milano “verrà completata tutta e non solo il cosiddetto arco Tem”.

domenica 3 novembre 2013

Gavio ed Intesa per il controllo di TEM spa. Ed anche di TE spa?

Si sta per chiudere l’aumento di capitale da 103 milioni di euro di TEM spa (Tangenziali Esterne di Milano), la società che detiene il 43% di TE (Tangenziale Esterna), la concessionaria della Tangenziale Est Esterna di Milano, chiamata a sua volta ad un aumento di capitale da 245 milioni da sottoscrivere entro la fine di novembre.

Prevista da tempo, nonostante emendamenti del Consiglio Provinciale (a proposito, qualche consigliere intende chiedere spiegazioni?), la Provincia di Milano, che detiene il 53% di TEM, non parteciperà all’aumento di capitale. Ma anche Impregilo ed Autostrade Lombarde non sembrano interessate.

La Stampa (Intesa e Gavio, puntano al controllo di TEM, 2 novembre 2013, di R.E.) prevede un inoptato di circa 70 milioni di euro, inoptato che sarebbe finito nel mirino del gruppo Gavio e di Intesa SanPaolo. Se questa ipotesi dovesse verificarsi, verrebbero radicalmente cambiati i rapporti di forza all’interno dell’azionariato della TEM, con Gavio ed Intesa che insieme arriverebbero oltre il 50%.

Intanto, come accennato, è in corso anche l’aumento di capitale da 245 milioni di euro di TE. Come riporta Il Sole 24 Ore (Gavio ed intesa verso il controllo di TEM, 2 novembre 2013, di Cheo Condina), alcuni soci in difficoltà (alcune cooperative ed Impregilo) potrebbero essere costretti a rinunciare a sottoscrivere la propria quota parte. Nel caso di inoptato quindi “sarà molto probabilmente la holding Tem a mettere mano al portafoglio”. Così TEM spa potrebbe tornare a controllare la maggioranza di TE. Con la differenza che se prima era la Provincia ad avere la guida della società, ora potrebbero essere Gavio ed Intesa.
 
Ma per ora sono tutte ipotesi. Si saprà di più alla fine del mese di novembre.

venerdì 25 ottobre 2013

Serravalle: pronto il terzo bando per la vendita

La Provincia di Milano è pronta a vendere il 52,9% delle azioni della Serravalle. Martedì 29 ottobre, il Consiglio Provinciale sarà chiamato a votare la delibera con cui si dà il via libera al terzo tentativo di vendere la propria partecipazione di maggioranza nella società autostradale.

Come riporta Il Giorno (La Provincia vara il bando per la vendita delle quote della Serravalle, 25 ottobre 2013, di Giambattista Anastasio), nella proposta di delibera presentata ieri, le novità, rispetto ai due precedenti bandi andati deserti, sono che sul mercato verranno proposte solo le quote della Provincia ed il prezzo di partenza: 4€ ad azione (solo dieci giorni fa il presidente della Provincia aveva dichiarato che 4,3€ ad azione erano un prezzo "congruo"...) con possibilità di ribasso (nel caso di offerte al ribasso, il prezzo offerto dovrà essere approvato dal Consiglio provinciale).

Il bando per la vendita sarà pubblicato subito dopo l’approvazione del Consiglio provinciale, con le eventuali modifiche che saranno apportate durante la discussione in aule.

Se dovesse andare a vuoto anche questo terzo tentativo, la proposta di delibera prevede la quotazione in Borsa della Serravalle.

giovedì 24 ottobre 2013

Partono le ricerche di gas ed idrocarburi nell’est milanese


Questa estate si è parlato e scritto molto delle richieste avanzate dalla società statunitense/canadese Mac Oil di effettuare delle ricerche di gas ed idrocarburi nell’est milanese e nel lodigiano. Una richiesta che, visto quello che ha subito il territorio in questi anni e anche a causa della grave mancanza di informazioni, ha creato un clima di grande preoccupazione nei comuni interessati.
 
La nascita del comitato “NoTriv” ha cercato di rimediare all’assenza delle istituzioni che, incomprensibilmente, ancora oggi non hanno ritenuto di dover informare in modo esaustivo i propri cittadini su quello che sta accadendo.

Solo pochi giorni fa, la Regione Lombardia ha giustificato la mancata procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la richiesta della Mac Oil, sostenendo che “la prima fase è esclusa dalla Via, in quanto non prevede impatti significativi sul territorio come da decreto regionale 1.256 del 2012. Gli studi e le valutazioni necessari saranno condotti mediante l’elaborazione delle informazioni oggi reperibili anche presso precedenti operatori minerari; mentre l’indagine geofisica, se necessaria, sarà effettuata con il metodo “vibroseis”, senza movimenti di terra né utilizzo di esplosivi” (Metano, trivellazioni in Martesana? "No, è stata già martoriata", Il Giorno, 21 ottobre 2013, di Chiara Giaquinta).

Il Comune di Comazzo è stato tra i primi a cercare di fare un po' di chiarezza su come si svolgeranno queste ricerche:“La Mac Oil cercherà idrocarburi nell’area della Martesana lungo due linee perpendicolari di 7,5 chilometri che scendono dal melzese verso l’Alto Lodigiano. Comazzo entra per una superficie complessiva di 0,04 chilometri quadrati, cioè quattro ettari. Se questa fase di indagine geologica offrirà l’ipotesi di giacimenti, avremo al massimo uno o due pozzi attivi non a Comazzo, ma nell’intera area considerata". (Via libera alle ricerche di petrolio, Il Cittadino di Lodi, 23 ottobre 2013, di Emanuele Dolcini).

Queste informazioni fanno un po' di chiarezza sulla situazione ma non tranquillizzano affatto. La vicenda è certamente da seguire con attenzione. Intanto l’auspicio è che venga al più presto comunicata in dettaglio la lista dei luoghi interessati da queste esplorazioni. Per chi abita nelle vicinanze può infatti essere ovvio consigliare di realizzare una dettagliata panoramica fotografica sullo stato attuale dei propri edifici. Le leggere onde sismiche utilizzate per queste ricerche sono sì leggere ma sono sempre onde sismiche e, in casi estremi, potrebbero causare delle crepe nei muri. Così le fotografie possono tornare utili in caso di eventuali richieste di risarcimento danni visto che la prova del danno è a carico di chi l'ha subito.

Il caso Paullese e i luoghi comuni del traffico


Per fluidificare il traffico è sufficiente togliere i semafori. Questo il luogo comune che con l’anticipato blocco dell’esperimento sul tratto sandonatese della Paullese è stato smentito sulla pelle dei pendolari. Il caos creatosi nel sud est milanese è stato talmente disastroso, con un effetto domino su tutte le altre strade (Paullese in tilt, stop all’esperimento, Il Giorno, 24 ottobre 2013, di Alessandra Zanardi), che la Provincia di Milano ha dovuto porre fine alla sperimentazione dopo solo tre giorni. Ora verranno riaccesi i semafori, ma il traffico resta e le prospettive sono preoccupanti. Lo si è già scritto: cosa accadrà sulla Paullese, sulla Rivoltana e sulla Cassanese quando saranno investite dal traffico di TEM e BreBeMi?

Ma è un altro il luogo comune che spaventa. Quello che recita che per risolvere i problemi del traffico sia sufficiente costruire nuove strade e nuove autostrade. E se tra un paio di anni si dovesse scoprire che la costruzione di TEM e BreBeMi, invece che migliorare, davvero peggiorerà la situazione dei pendolari? Il dramma è che allora non si potrà tornare indietro.

Non c’è dubbio che il problema del traffico vada risolto. Ma come? Usando i luoghi comuni, con le infelici battutitine come quella della metropolitana su gomma? O il piccolo sfortunato caso dei semafori sulla Paullese è l’occasione per prendere finalmente grandi decisioni serie, di “sistema” che partano dal vero rilancio del trasporto pubblico? Dove è la metropolitana per Paullo prevista esplicitamente nell’accordo di programma per la realizzazione della Tangenziale Est Esterna? Dove è un efficiente sistema di trasporto pubblico che tolga auto dalle strade e, al contempo, permetta ai pendolari di viaggiare puntuali e in modo dignitoso?

mercoledì 23 ottobre 2013

Traffico Paullese: e quando ci sarà la TEM?

Annunciato da mesi, il tentativo di fluidificare il traffico eliminando i semafori nel tratto terminale della Paullese, una delle radiali di ingresso a Milano più usate dai pendolari, sembra non funzionare.

Come riportano in modo inequivocabile le cronache de “Il Giorno” (Esperimento flop, la Paullese senza semafori va in tilt, 23 ottobre 2013, di Patrizia Tossi) e del “il Cittadino di Lodi”  (Primo giorno di delirio per la Paullese senza semafori, 23 ottobre 2013, di Emanuele Dolcini), la prima giornata dell’esperimento è stata all’insegna della confusione, degli ingorghi e delle incavolature dei pendolari.

Ma, a parte il caos di questi giorni, a cui probabilmente ha contribuito anche l’effetto novità, quello che preoccupa è la prospettiva.

Cosa succederà quando su Paullese e, soprattutto, Rivoltana e Cassanese si riverserà il nuovo traffico proveniente da BreBeMi e TEM? Milano e le sue strade non sono in grado di ricevere più di un certo flusso orario di auto. Magari in futuro questa capacità potrà essere limata verso l’alto, ma non di molto. Con le nuove autostrade si arriverà forse un po’ più velocemente alle porte di Milano per restarvi imbottigliati più a lungo in ingorghi più grandi, più stressanti e più inquinanti?