martedì 5 ottobre 2010

Avviata la “revisione” dei confini del Parco Agricolo Sud Milano e la redazione dei Piani di Cintura Urbana.

Il 30 settembre 2010 il Consiglio Direttivo dell'Ente, purtroppo senza voci contrarie, ha dato il via alla sostanziale revisione dei confini del Parco Agricolo Sud Milano (sostanziale perché alla fine del procedimento, i confini, quasi sicuramente, rimarranno gli stessi, ma, sicuramente, vi si potrà costruire all'interno).

Consideriamo questa una decisione profondamente sbagliata. Rispetto a quella di renderne edificabili le aree, riteniamo siano ben altre e ben meno miopi le priorità dell'azione del Parco. Approfondiremo la questione nei prossimi giorni.

Il Consiglio Direttivo ha pure avviato la redazione dei Piani di Cintura Urbana (PCU). Questa è una decisione molto importante anche per la città di Milano e dovrà essere seguita con molta attenzione. Infatti i PCU sono strumenti di pianificazione territoriale prevalenti rispetto al Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Milano, oggi in fase di definizione. Quindi, nel malaugurato caso in cui nei PCU si prevedesse la possibilità di edificare nelle aree del Parco Sud, potrebbe servire a ben poco l'”emendamento salva parco” approvato in Consiglio Comunale nella fase di adozione del PGT.



venerdì 3 settembre 2010

Dario Fo commenta la candidatura di Stefano Boeri alle comunali del 2011 a Milano. Un articolo da "il Riformista".

«Ma come si fa a candidare questi perecottari, questi uomini così discutibili!». Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, uomo di teatro di fama internazionale, sbotta commentando con il Riformista la candidatura di Stefano Boeri alle comunali del 2011. «A sinistra stanno commettendo gli stessi errori di cinque anni fa - aggiunge Fo - quando m'impegnai in prima persona con la sinistra e imposero la candidatura di un poliziotto (Bruno Ferrante, ndr) che aveva degli interessi con Salvatore Ligresti».

Ha mai conosciuto Boeri?
Non lo conosco di persona. Avevo buoni rapporti con la madre che insegnava al Politecnico di Milano.

Come mai questa diffidenza sulla candidatura di un architetto di fama come lui?
Mi dicono, e so, che negli ultimi tempi si è legato a gruppi e situazioni di potere economico molto forti in città, tra cui i soliti immobiliaristi e sostenitori del cemento: non è una cosa accettabile.

Eppure è persona stimata nel suo settore e anche in altri ambienti, politici e culturali.
È una persona che non va candidata per i suoi rapporti discutibili con alcuni gruppi di potere.

Sta parlando dell'amicizia con Ligresti?
Ecco appunto, Ligresti. La stessa cosa accadde con il poliziotto nel 2006. Il giorno dopo le elezioni, Ferrante, diventò dirigente di Impregilo... Mi dica lei se è possibile. Vuol dire che era legato già da prima, che aveva già degli interessi: questi non sono comportamenti seri.

Insomma gli errori si ripetono, secondo lei.
Ma certo! Boeri rappresenta sempre la stessa imposizione da parte del Pd. La mia esperienza nel gruppo della sinistra è stata da brivido. Sul poliziotto continuavano a dire che era una brava persona e poi dopo un po' si è scoperto a quali palazzinari era legato: era una persona discutibile. Fu imposto anche all'epoca agli altri gruppi della sinistra che partecipavano alla corsa elettorale.

La stessa cosa vale per Boeri?
Certamente! Il Pd prima presenta, poi dice di aver sbagliato. Si vede che vogliono continuare a perdere.

Si sussurra che anche tra i democratici ci sia qualcuno con qualche dubbio in merito.
Ma il Pd arriva sempre in ritardo! Dovrebbe incominciare a piantarla con questa leggerezza e pantomima nel proporre queste candidature da brivido, per poi accorgersi più tardi che si trattava della candidatura sbagliata. Bisogna prendersi le responsabilità sulle candidature. Se una persona è discutibile, non la si candida!

Come avrebbero dovuto comportasi i vertici del Pd?
Ma diavolo! Avrebbero dovuto confrontarsi prima con l'elettorato. Avrebbero dovuto fare un'inchiesta approfondita su chi stanno per candidare! Prima si dibatte, se ne parla, poi si prendono delle decisioni. Di questo passo non si va da nessuna parte. Non si può sempre perdere, commettere gli stessi errori e poi chiedere scusa. La metodologia è sempre la stessa.

Preferisce l'avvocato Giuliano Pisapia?
Non è questo il problema. Non siamo a una corsa di cavalli! Stiamo parlando di persone, uomini che devono amministrare la nostra città. C'è bisogno di un confronto con gli elettori e all'interno del partito. I candidati bisogna sceglierli insieme, sennò si rischia di commettere sempre gli stessi errori. Io non lo so dove andremo a finire andando avanti così. Questa sinistra è destinata un'altra volta a perdere.

Alessandro Da Rold - "Il Riformista"

giovedì 29 luglio 2010

Una rana: il notiziario dell'Associazione per il Parco Sud Milano


L’Associazione per il Parco Sud Milano, l’associazione che alla fine degli anni ’80 promosse la raccolta di firme che portò all’istituzione del Parco Agricolo Sud Milano e che festeggia i suoi primi 25 anni di vita, ha distribuito il suo notiziario “una rana”. In questo numero di luglio, oltre a segnalare, con parole fin troppo generose, la nascita di questo blog (e di questo li ringraziamo), si parla di:

- Editoriale
- Piano Territoriale del Parco: allarme rosso
- Noi del Ticinello
- Il Parco racconta...

Lo trovate all’indirizzo: http://www.assparcosud.org/unarana.htm

martedì 27 luglio 2010

Sostiene Filippo Penati …

In una intervista al quotidiano “la Repubblica” del 6 luglio 2010, l'ex Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha dichiarato “con le destre di Moratti e Podestà non è possibile nessun accordo in materia urbanistica. Podestà ancora una volta sta brigando per aprire la possibilità di costruire nel Parco ....”

Dichiarazioni lapidarie ma che risultano un po' incomprensibili ai tanti che da anni seguono le vicende del Parco Agricolo Sud Milano.

Ricordiamo infatti che alla guida della Provincia di Milano, poco più di un anno fa, lo stesso Filippo Penati aveva raggiunto con l'attuale maggioranza di centrodestra di Palazzo Marino un accordo che prevedeva la possibilità di edificare l'8% delle aree dei Piani di Cintura Urbana (PCU), aree interne al Parco Agricolo Sud Milano. Tradotto più di 350 ettari di aree da edificare (non tenendo conto di altre numerose e non quantificate possibilità di costruire contenute nelle norme tecniche mai approvate di quei PCU). Non c'è che dire: un accordo che avrebbe portato una bella colata di cemento nel Parco!

Inoltre se i maggiori problemi di questo PGT derivano dal rendere perequabili le aree agricole del Parco (con le conseguenti ricadute “volumetriche” sulla città), forse non ricorda che il primo tentativo di introdurre questo tipo di perequazione “allargata” è stato fatto dal “suo” centrosinistra allora al governo della Provincia di Milano. Infatti, nella fase di discussione del Piano di Settore Agricolo del Parco, nel 2005 (quando il PGT di Milano era ancora in embrione), la Presidenza del Parco propose un emendamento che rendeva perequabili le aree agricole del Parco ricomprese nel Comune di Milano. E faceva questo con un banale artificio normativo: semplicemente rinominandole da “aree agricole” ad “aree agricole di interesse generale” e sfuggendo così alle previsioni dell'appena approvata LR12/05.

Quel primo tentativo andò male, ma la discussione in tema di “perequabilità delle aree agricole” fu rinviata alla fase dei redazione dei Piani di Cintura Urbana. Fu in questa occasione che fu trovato non solo l'accordo per rendere edificabile l'8% delle aree dei PCU, ma anche di rendere perequabili le aree agricole e regalare così milioni di metri cubi di cemento a chi non ne avrebbe avuto diritto (e non ne ha diritto).

E' per questo che risultano incomprensibili quelle lapidarie dichiarazioni. E' forse deluso di questa mancata cementificazione? Si è accorto tardi dell'errore di quell'accordo per le sue ricadute sulla città di Milano? O siamo di fronte al solito balletto dell'opposizione dura e pura che, una volta al governo, cementifica allo stesso modo di chi criticava prima?

giovedì 22 luglio 2010

Cermenate salva (per ora) il Parco Agricolo Sud Milano

In attesa della sentenza del Consiglio di Stato sul PGT di Cermenate (CO), il Consiglio Direttivo del Parco ha dovuto rinviare la discussione in merito all’avvio della procedura per la revisione del proprio Piano Territoriale di Coordinamento. Se ne riparlerà a settembre.

Ricordiamo che lo scorso maggio il TAR della Lombardia aveva annullato il PGT del Comune di Cermenate in quanto la necessaria VAS (Valutazione Ambientale Strategica) non era stata effettuata da un Ente terzo  ma da un settore dello stesso Comune, giudicando questa procedura contraria alla normativa europea. La sentenza inoltre aveva annullato anche una delibera della Regione Lombardia che aveva dato indicazione ai Comuni e alle Province di procedere in quel modo.

Essendo la procedura di VAS (con la contestuale individuazione di chi debba realizzarla) necessaria anche nel caso della revisione del Piano del Parco, il Consiglio Direttivo del Parco Agricolo Sud Milano è stato costretto a rinviare l’avvio della revisione del proprio PTC in attesa che la sentenza del Consiglio di Stato chiarisca chi deve effettuare la VAS.

La fretta è spesso una cattiva consigliera. Soprattutto quando si cerca di far passare sottosilenzio delibere così importanti alla fine di luglio...

mercoledì 21 luglio 2010

Arriva Agosto... via all'edificazione del Parco!

Il 22 luglio, il Consiglio Direttivo del Parco Agricolo Sud Milano ha tra i punti all'ordine del giorno l'avvio della procedura per la revisione del Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) del Parco.

Riparte così lo smanioso assalto alle aree del Parco molte delle quali saranno rese edificabili.

Già previsto all'ordine del giorno del Consiglio dello scorso 10 giugno, si è pensato coraggiosamente di rimandarlo e portarlo in discussione alla fine di luglio, quando l'opinione è meno attenta a queste illuminate e innovative decisioni.

Sostiene Guido Podestà ...

Il Presidente del Parco Agricolo Sud Milano, Guido Podestà, in una intervista al quotidiano online Affaritaliani, afferma che "il Parco con le sue realtà agricole è una grande ricchezza da non disperdere, ma non si può pensare che sia un organismo ingessato, ha bisogno d'aria, altrimenti muore di asfissia". "E' però necessario renderlo più accessibile - ha aggiunto - ad esempio con piste pedonali e ciclabili alberate, senza disturbare l'attività degli agricoltori". "Nel rispetto della natura del Parco - ha detto - non mi scandalizzerei se un Comune avesse la necessità di avere una riperimetrazione per ampliare scuole o per interventi di housing sociale".

Ma se veramente l'obiettivo di questa Amministrazione è "rendere accessibile il Parco", allora perché l'Ente gestore non parte da quegli strumenti necessari a "rendere accessibile il Parco"? Perché non parte dall'avviare seriamente il Piano della Fruizione? Perché non parte dall'avviare seriamente il Piano dei Percorsi?

Pare quantomeno strampalato nella sua incoerenza che per "dare aria" al Parco, "renderlo più accessibile" e non farlo morire "di asfissia" si parta dal renderlo edificabile e riempirlo di superstrade, strade e stradine (es. nuovo anello tangenziale esterno di Milano).

Il Presidente del Parco sa bene che nel recentissimo passato chi lo ha preceduto ha usato le stesse parole ("scuole", "housing sociale"), le stesse "scuse" (la scuola di Noviglio), lo stesso identico ritornello per coprire quello che era l'unico vero obiettivo: rendere edificabili vaste aree del Parco (ci torneremo in dettaglio).

Ora è cambiata l'orchestra, ma il ritornello è sempre noiosamente identico. Mancanza di fantasia o il paroliere, centrodestra o centrosinistra che sia, è sempre lo stesso?