giovedì 23 dicembre 2010
martedì 21 dicembre 2010
Chiamamilano intervista Gianni Beltrame
"Il Prof. Gianni Beltrame, urbanista docente al Politecnico di Milano ed uno dei padri fondatori del Parco Agricolo Sud Milano, ripercorre la storia della creazione del parco ed espone i rischi a cui potrebbe andare incontro con l'eventuale approvazione del nuovo PGT." (dall'introduzione sito Chiamamilano)
Parte 1
Parte 2
Parte 3
giovedì 16 dicembre 2010
A rischio anche la gestione di Bosco in Città?
Lanciato l’allarme sul rischio che non venga rinnovata la convenzione per la gestione del Bosco in Città. Dopo la molto poco esemplare vicenda del Parco delle Cave, le sirene interessate al tavolo dell'Expo ed Amministratori pubblici poco lungimiranti riusciranno a guastare anche questa straordinaria esperienza?
https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0B7RfIACAuOKiODcyNGM4OWQtZWQ2Zi00OTFhLTg1N2ItNDQwYTAzZDk0ZjA2&hl=en
martedì 14 dicembre 2010
Tre minuti (e mezzo) nel Parco Agricolo Sud Milano
Per visualizzarlo in Alta Definizione (HD)
http://www.youtube.com/watch?v=xiRiab0HzCY
e scegliere la definizione 720p
venerdì 10 dicembre 2010
Revisione Piano Territoriale del Parco Agricolo Sud Milano: la delibera
Il 30 settembre 2010, il Consiglio Direttivo del Parco Agricolo Sud Milano ha approvato la delibera con cui avvia la revisione del Piano Territoriale di Coordinamento (PTC). In sostanza, con questa miope decisione, si permetterà di costruire in aree sino ad ora protette. Anche questa Amministrazione, come le precedenti, al di là dei soliti proclami, si propone come priorità di azione quella di consumare invece che valorizzare il territorio che è chiamata a gestire. Ne abbiamo già scritto qui: http://unaranaparlante.blogspot.com/2010/07/revisione-del-piano-territoriale-di.html
Per chi è interessato, ora è possibile approfondire il tema leggendo o scaricando la delibera all'indirizzo:
https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0B7RfIACAuOKiNzQ3ZThiYTYtYjkyZS00OGY0LWI5NDYtNzk2NjAzOWYwYmM5&hl=en&pli=1
Inoltre, in questi giorni, mentre tutti si dichiarano contrari al consumo di territorio, anche il Parco del Ticino discute una rivisitazione dei suoi confini e la Regione Lombardia riparte con l'iter per l'approvazione di una nuova legge sulle aree protette.
Tutto questo, e la cosa fa un po' riflettere, avviene nel silenzio e senza voci contrarie all’interno degli Enti Gestori e, almeno sino ad ora, anche fuori. Approfondiremo.
Inoltre, in questi giorni, mentre tutti si dichiarano contrari al consumo di territorio, anche il Parco del Ticino discute una rivisitazione dei suoi confini e la Regione Lombardia riparte con l'iter per l'approvazione di una nuova legge sulle aree protette.
Tutto questo, e la cosa fa un po' riflettere, avviene nel silenzio e senza voci contrarie all’interno degli Enti Gestori e, almeno sino ad ora, anche fuori. Approfondiremo.
martedì 5 ottobre 2010
Avviata la “revisione” dei confini del Parco Agricolo Sud Milano e la redazione dei Piani di Cintura Urbana.
Il 30 settembre 2010 il Consiglio Direttivo dell'Ente, purtroppo senza voci contrarie, ha dato il via alla sostanziale revisione dei confini del Parco Agricolo Sud Milano (sostanziale perché alla fine del procedimento, i confini, quasi sicuramente, rimarranno gli stessi, ma, sicuramente, vi si potrà costruire all'interno).
Consideriamo questa una decisione profondamente sbagliata. Rispetto a quella di renderne edificabili le aree, riteniamo siano ben altre e ben meno miopi le priorità dell'azione del Parco. Approfondiremo la questione nei prossimi giorni.
Il Consiglio Direttivo ha pure avviato la redazione dei Piani di Cintura Urbana (PCU). Questa è una decisione molto importante anche per la città di Milano e dovrà essere seguita con molta attenzione. Infatti i PCU sono strumenti di pianificazione territoriale prevalenti rispetto al Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Milano, oggi in fase di definizione. Quindi, nel malaugurato caso in cui nei PCU si prevedesse la possibilità di edificare nelle aree del Parco Sud, potrebbe servire a ben poco l'”emendamento salva parco” approvato in Consiglio Comunale nella fase di adozione del PGT.
venerdì 3 settembre 2010
Dario Fo commenta la candidatura di Stefano Boeri alle comunali del 2011 a Milano. Un articolo da "il Riformista".
«Ma come si fa a candidare questi perecottari, questi uomini così discutibili!». Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, uomo di teatro di fama internazionale, sbotta commentando con il Riformista la candidatura di Stefano Boeri alle comunali del 2011. «A sinistra stanno commettendo gli stessi errori di cinque anni fa - aggiunge Fo - quando m'impegnai in prima persona con la sinistra e imposero la candidatura di un poliziotto (Bruno Ferrante, ndr) che aveva degli interessi con Salvatore Ligresti».
Ha mai conosciuto Boeri?
Non lo conosco di persona. Avevo buoni rapporti con la madre che insegnava al Politecnico di Milano.
Come mai questa diffidenza sulla candidatura di un architetto di fama come lui?
Mi dicono, e so, che negli ultimi tempi si è legato a gruppi e situazioni di potere economico molto forti in città, tra cui i soliti immobiliaristi e sostenitori del cemento: non è una cosa accettabile.
Eppure è persona stimata nel suo settore e anche in altri ambienti, politici e culturali.
È una persona che non va candidata per i suoi rapporti discutibili con alcuni gruppi di potere.
Sta parlando dell'amicizia con Ligresti?
Ecco appunto, Ligresti. La stessa cosa accadde con il poliziotto nel 2006. Il giorno dopo le elezioni, Ferrante, diventò dirigente di Impregilo... Mi dica lei se è possibile. Vuol dire che era legato già da prima, che aveva già degli interessi: questi non sono comportamenti seri.
Insomma gli errori si ripetono, secondo lei.
Ma certo! Boeri rappresenta sempre la stessa imposizione da parte del Pd. La mia esperienza nel gruppo della sinistra è stata da brivido. Sul poliziotto continuavano a dire che era una brava persona e poi dopo un po' si è scoperto a quali palazzinari era legato: era una persona discutibile. Fu imposto anche all'epoca agli altri gruppi della sinistra che partecipavano alla corsa elettorale.
La stessa cosa vale per Boeri?
Certamente! Il Pd prima presenta, poi dice di aver sbagliato. Si vede che vogliono continuare a perdere.
Si sussurra che anche tra i democratici ci sia qualcuno con qualche dubbio in merito.
Ma il Pd arriva sempre in ritardo! Dovrebbe incominciare a piantarla con questa leggerezza e pantomima nel proporre queste candidature da brivido, per poi accorgersi più tardi che si trattava della candidatura sbagliata. Bisogna prendersi le responsabilità sulle candidature. Se una persona è discutibile, non la si candida!
Come avrebbero dovuto comportasi i vertici del Pd?
Ma diavolo! Avrebbero dovuto confrontarsi prima con l'elettorato. Avrebbero dovuto fare un'inchiesta approfondita su chi stanno per candidare! Prima si dibatte, se ne parla, poi si prendono delle decisioni. Di questo passo non si va da nessuna parte. Non si può sempre perdere, commettere gli stessi errori e poi chiedere scusa. La metodologia è sempre la stessa.
Preferisce l'avvocato Giuliano Pisapia?
Non è questo il problema. Non siamo a una corsa di cavalli! Stiamo parlando di persone, uomini che devono amministrare la nostra città. C'è bisogno di un confronto con gli elettori e all'interno del partito. I candidati bisogna sceglierli insieme, sennò si rischia di commettere sempre gli stessi errori. Io non lo so dove andremo a finire andando avanti così. Questa sinistra è destinata un'altra volta a perdere.
Alessandro Da Rold - "Il Riformista"
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