sabato 25 gennaio 2014

Cerba: il Tar respinge la sospensiva richiesta dalla Fondazione

Il primo round va al Comune di Milano. Il TAR ha infatti respinto la richiesta di sospensiva presentata dalla Fondazione Cerba (con il sostegno della Provincia di Milano) della diffida di Palazzo Marino che dava ai proponenti della cosiddetta Città della Scienza “90 giorni per firmare la convenzione alle condizioni dell’accordo di programma del 2009”. Lo riporta il Giorno (Cerba, il TAR non congela lo stop del Comune, di Giulia Bonezzi, 25 gennaio 2014).

Quella diffida, inviata lo scorso 28 marzo 2013, era stata successivamente prorogata di sei mesi. La richiesta di una seconda proroga era stata poi respinta dal Comune di Milano non solo per la mancata firma del concordato fallimentare del gruppo Ligresti ma anche perché i proponenti avevano presentato un nuovo progetto che modificava in modo sostanziale quello previsto con la contestuale richiesta di rivedere fortemente gli oneri di urbanizzazione da versare all’Amministrazione comunale. Una decisione del Comune che, se confermata definitivamente, porterebbe alla decadenza dell'accordo di programma e che quindi sia la Fondazione Cerba che le banche coinvolte hanno da subito decisamente contestato.
 
Respinta la sospensiva e confermata quindi la correttezza dell'azione del Comune, la decisione definitiva si conoscerà il prossimo 3 luglio quando il Tar entrerà nel merito della vicenda. Sempre che nel frattempo non si trovi un accordo tra le parti.

giovedì 23 gennaio 2014

Cerba: la Provincia di Milano ricorre al TAR contro il Comune

Lo scorso 31 dicembre, nel dare la notizia del ricorso al TAR della Fondazione Cerba e dei curatori fallimentari del gruppo Ligresti, si era riportata l’indiscrezione che la Provincia di Milano si fosse schierata ad adiuvandum al loro fianco contro il Comune di Milano.

La conferma di questa decisione arriva a poche ore dalla sentenza del TAR che dovrà decidere se confermare o meno la sospensione della diffida per la realizzazione del Cerba.

In particolare, i ricorrenti contestano a Palazzo Marino la titolarità del diritto di emettere la diffida per fissare un termine temporale per firma delle integrazioni all’Accordo di Programma per la realizzazione della cosiddetta “Città della Scienza”. Per loro, infatti, il Comune di Milano, essendo solo uno degli Enti coinvolti, non ne avrebbe il diritto.

Da segnalare che la Regione Lombardia ha invece deciso di non sostenere questo ricorso e la discutibile decisione della Provincia di Milano.

La Serravalle e lo “scempio di consulenze inutili”

La gestione della Serravalle è un caso aziendale perfetto per chi voglia studiare i mali della finanza pubblica: scelte strategiche sbagliate, acquisti sconsiderati, consulenze gonfiate, amministratori scelti tra gli “amici” e tanto altro (qui una sintesi fatta dal Il Fatto Quotidiano qualche tempo fa) hanno portato in pochi anni una società sana (che tramite i dividendi finanziava le attività dell’azionista di maggioranza Provincia di Milano) ad essere oberata dai debiti e a trasformarsi in un notevole peso per la Provincia di Milano che deve rimborsare un debito di  240 milioni di euro a BancaIntesa contratto per acquistare, ad un prezzo esagerato ed ingiustificato, il 15% delle azioni dal gruppo Gavio (nei giorni in cui la Provincia acquistò queste azioni ad 8,83€, come ricorda Repubblica*, l’advisor Lizard le valutò 4,87€, quasi la metà...).

Il processo al cosiddetto “Sistema Sesto” attualmente in corso a Monza e nel quale sono indagati l’ex Presidente della Provincia Penati e i suoi più stretti collaboratori, sta delineando un quadro che, pur non sorprendendo, non può che “indispettire” ancora più profondamente visto le conseguenze che quelle scelte hanno avuto sul territorio.

Nella sua deposizione, l’ex presidente di Serravalle Bruno Rota (oggi presidente di ATM) racconta di come la società fosse diventata uno “scempio di consulenze inutili che raddoppiavano i costi”, consulenze conferite “con oggetti generici”, decisioni poco trasparenti, con la politica che “amministrava di fatto” la società imponendo scelte e persone come l’architetto Sarno, considerato dagli inquirenti “collettore di tangenti vicino al centrosinistra”**, che in 4 anni incassa circa 2 milioni di euro.

Sono tante le domande che sorgono nel leggere i resoconti di questo processo (a partire da quella su cosa abbia fatto chi oggi denuncia per bloccare la situazione...). Per alcune risposte non resta che aspettare la sentenza.

*Repubblica, Le manovre di Penati su Serravalle, 23 gennaio 2014
** Corriere della Sera, Processo Serravalle Rota testimone, di Federico Berni, 23 gennaio 2014

mercoledì 22 gennaio 2014

Società pubbliche regionali: indaga la Corte dei Conti

Dopo i risultati delle indagini interne promosse dalla Regione Lombardia per verificare i conti di alcune sue società (Infrastrutture Lombarde e Lombardia Informatica), indagini che hanno fatto emergere stipendi fuori dalle regole, premi esosi, spese non giustificate in ristoranti di lusso e benefit molto discutibili, interviene la Corte dei Conti.

Come riporta Il Corriere della Sera (La Corte dei Conti indaga sulle spese delle società regionali, 22 gennaio 2014, di Giuseppe Guastella e Andrea Senesi), la magistratura contabile ha infatti avviato una propria indagine sui conti di Infrastrutture Lombarde e Lombardia Informatica per verificare l’esattezza di quanto emerso dall’indagine interna che ha definito le spese di queste società inaccettabili “alla luce dei principi di buona gestione delle risorse pubbliche”.

L’auspicio è che la verifica della Corte dei Conti si estenda anche ad altre società pubbliche o solo recentemente “privatizzate” come ad esempio quelle delle Provincia di Milano: Asam, Pedemontana, Tem e Te.

lunedì 20 gennaio 2014

Cerba: “pressioni al limite del tentativo di corruzione”

“Pressioni al limite del tentativo di corruzione”. Così Il Fatto Quotidiano (Guerra per il centro ricerche di Veronesi, 19 gennaio 2014, di Gianni Barbacetto) descrive il pesante clima che si è creato intorno all’assessore all’urbanistica del Comune di Milano, De Cesaris, e ai suoi collaboratori, dopo la decisione di bloccare il Cerba, la cosiddetta Città della Scienza, prevista in via Ripamonti a Milano. Una decisione difficile ma che ora sembra essere stata messa subito in discussione dallo stesso Comune di Milano con le recenti aperture con la proposta di ridurre le volumetrie e di spostare alcune funzioni (quelle non legate alla ricerca) fuori dai confini del Parco Agricolo Sud Milano. 
 
Un articolo quello del Fatto Quotidiano (qui la versione completa) che fa il punto sulla vicenda del Cerba in attesa di novità che, a breve, sicuramente non mancheranno...

Le inaccettabili spese di Infrastrutture Lombarde

Infrastrutture Lombarde, la società che si occupa degli appalti e dei lavori pubblici per la Regione, è una società davvero oltre modo generosa nei confronti dei propri dipendenti pubblici.

E’ quello che emerge da una indagine interna del Pirellone, i cui risultati vengono riportati dal Corriere della Sera (Indagini su Infrastrutture, 20 gennaio 2014, di Andrea Senesi), da cui emerge come ai dipendenti di Infrastrutture lombarde, la società che si occupa di strade, ospedali ed Expo per conto della Regione, sia destinato, tra stipendi e benefit, un trattamento economico che viene definito inaccettabile.

Ecco quindi, in estrema sintesi, abbonamenti alle squadre di calcio, pranzi e cene in ristoranti di “prima fascia” pagati con le carte di credito aziendale senza però indicare il “motivo/occasione della spesa”, uso dei cellulari per scopi privati, spese di comunicazione non giustificate, una gestione discutibile del parco auto aziendale e infine stipendi dei dirigenti e dei quadri notevolmente sovradimensionati rispetto ai colleghi della Regione e fuori da ogni regola.
 
Spese che, eufemisticamente, per i revisori contabili della Regione “non risultano ammissibili per una società pubblica” e sono inopportune “alla luce dei principi di buona gestione delle risorse pubbliche”.

Quando una indagine del genere per le altre società pubbliche o recentemente “privatizzate”?